Un libro, le sue “vite”…

Il primo post è come la prima pagina di un romanzo. Un grande spazio vuoto che attende di essere riempito. La natura, da sempre, aborre il vuoto.

Quale libro scegliere allora per iniziare il lungo viaggio?

La partenza non vedrà protagonista un libro antico, non sarà nemmeno un libro d’arte. Non sarà un libro raro, non sarà un libro di valore. Non parleremo nemmeno (ma non sarà così nei prossimi post) dell’argomento di cui tratta.

Possibile?

La nostra storia inizia con un piccolo prontuario farmaceutico. Un dono proveniente da un mercatino di libri usati di un piccolo villaggio francese della Bretagna, Becherel. Un libro semplice. Un prontuario nato a Parigi, il “Formulaire Astier” stampato da Librarie du Monde Medicale nel 1928. Eppure, dischiuse le sue pagine, questo piccolo libro riservava al suo interno storie, avventure, vite e viaggi. In un libro tutto il senso di questo blog. Sappiate infatti che all’interno del libro ritrovai biglietti, cartoline, scritti. Frammenti di vite che riuscii in parte a ricostruire seppur con le inevitabili lacune che altro non fanno se non aggiungere il giusto tono di mistero alla narrazione.

Il primo ritrovamento fu quello di un biglietto datato 1949 e stampato su carta intestata della Croce Rossa Francese del Senegal e Togo. Parliamo di anni in cui la Croce Rossa cercava di incrementare e ufficializzare la propria attività nelle colonie francesi dell’epoca (Africa Occidentale Francese – AOF). Il biglietto è un invito ad una serata di gala rivolto a “mon cher Inspector Generale” con parte manoscritta e firma autografa con stilografica del “President du Conseil du Comitè de Dakar de la Croix-Rouge Francaise”. Il biglietto quindi risultava scritto e firmato dal Presidente del Comitato della Croce Rossa Francese a Dakar che nel 1949 (secondo ricerche effettuate) stava lavorando agli accordi che portarono, solo nel 1962, alla nascita ufficiale della Croce Rossa Centro-Africana. Un frammento di storia della Croce Rossa Internazionale. Dettaglio interessante: l’invito al ballo cita l’Hotel du Palais (ora Hotel Palace) e la Librairie VIALE in Avenue Roume a Dakar tuttora esistenti.

 

Il Prontuario dunque è appartenuto verosimilmente a questo fantomatico “Inspector Generale” circa la cui identità non possiamo essere più precisi (si potrebbe trattare di un ispettore generale della Croce Rossa Francese oppure di un delegato governativo per il territorio dell’Africa Occidentale Francese). Quello che sappiamo è che questo ispettore proprietario del libro doveva essere quasi sicuramente un medico considerando che portò con sè il prontuario dalla Francia dalla quale partì il 6 Ottobre del 1948. Come possiamo saperlo? Nel libro è contenuta una carta di imbarco “Controles a l’embarquement” della “Compagnie des Chargers Reunis” con timbro apposto in tale data dal “Commissariat Special di Bordeaux” e riporta il numero di controllo assegnato (5089). Curiosità: la rotta Bordeaux-Dakar è tuttora percorsa e servita direttamente da molte linee aeree francesi e non. All’epoca si trattò però di un viaggio per mare. Dunque il libro, stampato nel 1928, salpò per l’Africa nel 1948, direzione Dakar.

Il prontuario ha però ancora molto da raccontare.

Sappiamo infatti, leggendo altri biglietti sparsi tra le sue pagine, che nel 1963 il libro era ancora a Dakar grazie alla presenza di un volantino di quell’anno che pubblicizza la raccolta di sangue per l’ospedale cittadino presso il Dispensario della Croce Rossa locale appena fondata (ricordate? verrà fondata nel 1962 sulla base degli accordi del ’49).

Ancora la storia procede.

Compare infatti tra le pagine un biglietto (ricetta manoscritta da un certo dottor Peltier di Aureomicina – un antibiotico) indirizzato a tale Madame Alba. Compare un secondo biglietto che fa riferimento a Madame Alba e riporta come indirizzo i “Jardin de Hann”. Tali giardini altro non sono se non l’attuale “Parc Forestier et zoologiche de Hann”, una riserva naturale e Parco Nazionale Senegalese di Dakar. Madama Alba forse lavorava in tale giardino zoologico o li risiedeva (Curiosità: il giardino è stato fondato nel 1903, attualmente il Parco esiste ancora e ospita un progetto di ricerca sul compostaggio e gli orti urbani gestito dall’Università di Milano e presentato a Milano EXPO 2015).

Il viaggio prosegue.

Troviamo infatti la prova che nel 1993 il libro era ancora a Dakar, testimone un biglietto dell’Ospedale di Dakar (con relativo timbro ufficiale) indirizzato ad una madre che aveva lì ricoverato il figlioletto. Nel biglietto è riportato il permesso di entrare nel reparto pediatrico per visitare il bambino fuori dell’orario normale di visita.

 

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Quando, come e con chi il libro sia tornato in Francia e come si sia trovato sulla bancarella di un vecchio mercante di libri usati non è dato sapere. Questo piccolo, apparentemente non rilevante libro, non racconta storie, semplicemente ha vissuto storie, quelle dei suoi proprietari. Questo libro è un album di ricordi di vite passate; storie di persone che lo hanno custodito e lo hanno passato di mano in mano, avendone cura considerando che, nonostante la sua vita avventurosa e i viaggi tra Europa e Africa, il libro è giunto a noi in ottime condizioni.

Nei prossimi post attraverseremo i secoli dall’epoca degli incunaboli ai libri d’arte moderni, ma non perderemo mai di vista lo spirito racchiuso in questo libretto che sarà un prezioso compagno di viaggio.

  1 comment for “Un libro, le sue “vite”…

  1. MarcoCav
    15 settembre 2018 alle 18:54

    Sono davvero orgoglioso che sia proprio questo libro ad aprire il blog. In una città come Becherel non è raro imbattersi in libri di ogni tipo e con storie da raccontare, anche se certamente siamo stati fortunati a imbatterci in qualcosa di così ricco.

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