SCHEGGE di carta – Brevi frammenti dal mondo dei libri

frammenti carta

Inauguriamo oggi la categoria delle “SCHEGGE di carta”. Si tratterà di frammenti di storie, aneddoti o curiosità dal mondo dei libri che avranno la caratteristica della brevità. Da leggere nel tempo di un caffè (lungo possibilmente).

Un libro ed una famiglia attraverso due secoli di storia

Iniziamo dunque la nostra pausa caffè osservando con attenzione la libreria di casa. Accantonato in un angolo c’è un libro che merita la nostra attenzione: è l’edizione originale de “Quinti Horatii Flacci Opera” edita a Londra nel 1733 da John Pine.

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Il Frontespizio del secondo tomo dell'”Orazio” di John Fine

 Già in passato mi ero interessato a questo libro perché ha una particolarità quasi unica nella storia libraria.

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Dettaglio dell’impressione della lastra incisa

Ogni pagina, infatti, NON è stampata a caratteri mobili (consideriamo che l’edizione è del 1733 e la stampa a quell’epoca era UNICAMENTE a caratteri mobili), ma è in realtà una singola incisione (disegni e testo) su lastra di rame. Un’opera specialissima, quindi: decine e decine di pagine incise ognuna singolarmente su una lastra poi impressa su carta. Si tratta di un tipo di stampa che comporta un costo di realizzazione all’epoca altissimo e proprio per questo, per coprire le spese della sua produzione, si dovette ricorrere alla formula della sottoscrizione: osservando le pagine dedicate ai finanziatori dell’opera troviamo Re, Principi e personalità di spicco del mondo politico ed artistico inglese, francese, spagnolo, olandese di inizio XVIII secolo, una vera e propria opera di respiro “Europeo”.

 

Oggi quest’opera di Pine, dedicata ad Orazio, è qualcosa di raro, di particolare ed è considerata da molti storici del libro una delle edizioni più belle ed eleganti del XVIII secolo.

 

Le prime volte che presi in mano il libro ero troppo coinvolto dalla sua bellezza da accorgermi che celava un’altra sorpresa. Mi accorsi presto comunque che le firme e le dediche presenti sulla prima guardia bianca, meritavano una maggiore attenzione.

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Si tratta di diverse firme di possesso, vergate a pennino con grafie diverse sulla ruvida carta settecentesca. Ma non sono solo firme, sono in realtà un “percorso” familiare attraverso i secoli che grazie alla tecnologia moderna ed a motori di ricerca dedicati agli alberi genealogici possiamo ricostruire dalla nostra poltrona di casa. Solo 50 anni fa una ricerca di questo tipo sarebbe stata impossibile costringendoci a  recarci personalmente nella Contea di Devon a caccia di registri di nascita settecenteschi.

REBECCA

Rebecca Huckell Lee – Ritratto datato 1806

Ecco dunque che la prima firma risulta risalire al XVIII secolo ed appartiene a Thomas Huckell Lee. Thomas nasce nel 1750 nella Contea del Devon. Nel 1775, quando ha 25 anni, nasce sua figlia Rebecca che nel 1792, a 17 anni, sposa Richard Pennel. Rebecca Huckell Lee eredita dal padre il libro che entra quindi nel patrimonio della famiglia Pennel, rimanendoci fino al 1887. Da Richard Pennel infatti il libro passa di mano in mano per diverse generazioni sino a giungere a George Herbert Pennel che ne entra in possesso l’1 ottobre 1879 e lo dona nel 1887 ad un non meglio identificato Jenkins. Il libro esce dunque in quell’anno dalla storia della famiglia con cui ha convissuto per almeno un secolo e mezzo, forse collocato su uno scaffale di una elegante libreria Chippendale di legno di mogano o di palissandro. Da Jenkins il libro passa a C. Luamon, altra persona non identificata, nel Natale del 1937. Chiudiamo questa “porta” che ci ha mostrato come la vita di un libro può legarsi a quella di una famiglia.

La pausa caffè è finita e con essa anche la nostra prima “scheggia di carta”.

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