Da un diario “cifrato” al grande incendio di Londra del 1666… libri e misteri nella vita di Samuel Pepys

Great Fire

Uno degli incendi più famosi della storia moderna fu il grande incendio di Londra del 1666. Un evento drammatico che segnò profondamente gli animi e scosse la società civile inglese di metà XVIII secolo. Uno degli scritti più importanti che giunse a noi come testimonianza di quei giorni fu il diario di Samuel Pepys. Ma chi era Pepys? E cosa ha a che vedere la sua vita con i libri?

SAMUEL PEPYS

Pepys full

Samuel Pepys (1633-1703)

Pepys nacque a Londra nel 1633. Suo padre era un sarto, proveniente da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Il giovane Pepys, mente lucida portata allo studio della matematica e delle scienze, ma anche interessato ad ogni forma d’arte, dopo essersi laureato nel 1654 al Magdalene College di Cambridge, entrò come impiegato al Ministero della Marina per interessamento del conte di Sandwich, suo lontano parente. Dimostrò subito di possedere una eccezionale capacità organizzativa e grande abilità nel trattare gli affari, doti che lo portarono ad una rapida e sfolgorante carriera, fino a diventare  Segretario del Re per gli Affari della Marina. A lui si deve la riorganizzazione del Ministero della Marina  e della Flotta inglese. Uomo di grande cultura e di molteplici interessi, ricoprì inoltre varie cariche pubbliche, fu membro del Parlamento, Master del Trinity House, membro e poi Presidente della prestigiosa Royal Society. Ma ciò che lo rese più famoso e per cui è tuttora ricordato è il suo Diario.

IL DIARIO DI SAMUEL PEPYS

Pepy iniziò a scriverlo il primo gennaio 1660 e continuò a senza interruzioni fino al 1669, quando non potè più scrivere a causa della perdita progressiva della vista. Di certo a questo aveva contribuito anche il fatto che egli leggesse molto e scrivesse (compreso il suo Diario) nelle ore serali o addirittura in quelle notturne, e quindi alla luce delle candele.

Dal suo diario:

<<Sveglio fino alle 4 del mattino per leggere la Seconda Orazione di Cicerone contro Catilina che mi è piaciuta moltissimo e che più studio e più considero Cicerone uno dei migliori scrittori che abbia letto nella mia vita.>>

Pepys scriveva per se stesso, di getto, senza prestare particolare attenzione alla forma. Il fascino del suo diario sta proprio in questo e nel fatto che egli raccontava, senza pudori o remore, tutto ciò che pensava e che capitava intorno a lui, mescolando i grandi affari di Stato ai piccolissimi episodi di vita privata. In quelle pagine grandi uomini di stato, politici, nobili e persino il re convivono accanto a mercanti, artigiani e servitori ed è interessante vedere come Pepys annoti e sembri dare la stessa importanza ai fatti di rilevanza storica e ai banali fatterelli della vita quotidiana. Ma tutto è importante perché ne esce un quadro genuino e completo della società dell’epoca in tutte le sue sfaccettature. Un affresco estremamente vivo e autentico della Londra della seconda metà del 1600, dipinto da un testimone autorevole. E il destino volle che Pepys fosse spettatore, ma anche interprete, di fatti memorabili quali la Restaurazione della Monarchia nel 1660, dopo la parentesi repubblicana del governo di Oliver Cromwell, la Grande Peste  del ’65-’66 che in un anno causò la morte di quasi 100.000 londinesi e il Grande Incendio di Londra che divampò dal 2 al 5 settembre del ’66 distruggendo  i cinque sesti della città. A proposito di quest’ultimo evento va detto che Pepys, per ordine del Re Carlo II, partecipò, per la parte organizzativa, alla ricostruzione della città, insieme ai due più grandi architetti dell’epoca. Un incarico che ben evidenzia come Pepys fosse tenuto in alta considerazione dalla corona inglese.

Il MISTERO E LA “CIFRATURA”

Samuel Pepys non scrisse solo di getto, scrisse il diario in una scrittura che a lungo fu ritenuta cifrata. Era ben conscio che in quelle pagine si celavano dettagli piccanti, scandali, corruzioni che coinvolgevano l’alta società o addirittura gli ambienti della corona inglese. Il diario non era originariamente da lui pensato per essere pubblicato ma solo per conservazione privata.

Il suo diario venne studiato un secolo più tardi, nel 1819, presso la Pepys Library del Magdalene College di Cambridge da un sacerdote, il Reverendo John Smith che nell’arco di tre anni, dopo aver compreso che era scritto con metodo stenografico seicentesco, lo tradusse sino a giungere alla sua prima pubblicazione che avvenne nel 1825.

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La prima edizione a stampa del Diario di Pepys – Londra 1825

Seguirono diverse altre edizioni per tutti l’800 per le quali si tentarono anche altri chiavi di lettura stenografica.

IL PEPYS BIBILIOFILO

Inquadrato il personaggio, è il momento di rivolgere la nostra attenzione al Pepys bibliofilo così come appare da ciò che lui stesso scrive e per meglio comprenderlo lasceremo la parola proprio a lui.  Già abbiamo visto come fosse uomo di grande cultura e lettore infaticabile, ora aggiungiamo anche collezionista appassionato, sempre alla ricerca di libri particolari ed edizioni preziose.  Arrivò a possederne più di 3000 tra cui anche preziosi manoscritti ed incunaboli, stampe e spartiti, tutti catalogati ed indicizzati. La sua è considerata la più grande biblioteca privata del XVII sec. giunta intatta fino a noi. Infatti, alla sua morte nel 1703, Pepys lasciò in eredità al nipote John Jackson tutti i libri e le librerie originali, realizzate in legno di mogano da falegnami della Marina, con precise e dettagliate istruzioni su come i volumi dovevano essere conservati e addirittura posizionati.

Alla morte del nipote l’eredità passò intatta al Magdalene College di Cambridge, che costituì la “Pepys Library” (dove venne ritrovato il Diario), tuttora esistente e frequentata ogni anno da migliaia di visitatori, ricercatori e studenti. Pepys fu un assiduo frequentatore di tutte le librerie di Londra, ma di una in particolare fu cliente affezionato, Kirton che si trovava sul Sagrato di S. Paul, sede all’epoca di botteghe di librai e rilegatori. Nel suo diario egli annotava con precisione quasi maniacale ogni acquisto e quanto spendeva. E’ curioso vedere quanto stesse attento anche al costo dei libri: nonostante la sua ottima situazione economica, egli cercava sempre di conciliare il desiderio di possedere opere belle e di valore con la ricerca del prezzo più conveniente.

Dal suo diario:

 << Mr. Creed mi ha portato alcuni libri dall’Olanda ben rilegati e buoni e pensavo ad un suo regalo ma voleva che li pagassi.>>

<<Dal mio libraio per pagare tutti i libri acquistati fino ad oggi con l’intenzione di non comprarne più di qualsiasi tipo per un bel tempo perché penso che sarebbe meglio risparmiare i soldi.>>

<< Sono andato dal mio libraio per due libri il cui costo addebiterò al Re. Ho letto il primo di questi libri in ufficio e mi è parso veramente ottimo.>>

<< …e comperai un piccolo libro per il salottino di mia moglie, alla condizione che mi desse la fattura d’acquisto per addebitarli in qualche modo prima o poi alle spese d’ufficio.>>

<< Ho richiesto al mio libraio alcuni Manuali da leggere, ma non per comprarli, e mi ha raccomandato un bel libro di Sir W. Warren, che prenderò solo dopo averlo letto.>>

Molti libri, come spesso usava a quell’epoca, erano semplici fascicoli sciolti che poi il proprietario faceva rilegare a suo piacere. A questo proposito Pepys era molto esigente, aveva il suo rilegatore di fiducia, ma studiava lui stesso come doveva essere fatto il lavoro e dava istruzioni ben precise.

<< Al Sagrato di S. Paul per dare istruzioni per la rilegatura del mio Chaucer con le incisioni e le fibbie di chiusura.>>

<< Dal mio libraio per dare istruzioni per la nuova rilegatura di molti miei vecchi libri per avere tutta la mia libreria con la stessa rilegatura. >>

<< Al Sagrato di S.Paul per trattare con un rilegatore di libri e fare incidere con inchiostro nero i dorsi di tutti i miei libri, per renderli piacevoli da vedere sui nuovi scaffali. >>

La stessa precisione maniacale Pepys dimostra nella cura dei suoi libri, nella loro sistemazione sugli scaffali e nella catalogazione.

<< Fino a mezzanotte per sistemare in ordine i miei libri nella mia camera e nello studio, che ora è molto carino >>

<< Spennellati e puliti i miei libri nella mia camera per sistemarli accuratamente.>>

<< Sono andato su e giù per il mio studio fra i miei nuovi libri ed è ora uno spettacolo piacevole per me il vedere la mia libreria con le stesse copertine.>>

<< Nel mio studio per mettere etichette su una buona parte dei miei libri, per trovarli più facilmente secondo la loro numerazione >>

 << Tutta la mattina nel mio studio per fare il catalogo dei miei libri impostati con un ordine perfetto. >>

Nel 1665 a Londra scoppiò la Grande Peste. Molti abitanti lasciarono la città e si rifugiarono nelle campagne sperando di evitare il contagio. Pepys rimase in città, la sua posizione non gli permetteva di allontanarsi, ma si organizzò nel caso estremo dovesse anche lui andarsene e il libri, ovviamente, l’avrebbero seguito

<< Nel mio studio a sistemare i miei libri nelle cassepanche in modo da poterli trasportare via rapidamente nel caso in cui dovessi lasciare la mia casa >>

<< A casa tutto il giorno per risistemare tutte le cose nel mio studio, come erano prima della peste, estraendo i libri e riponendoli dopo averli puliti >>

Il 2 settembre 1666 a Londra scoppiò il Grande Incendio che, in quattro giorni, distrusse quasi tutta la città. Di nuovo Pepys pensò a mettere in sicurezza i suoi amati e preziosi libri. Cessato il pericolo riportò tutto a Londra, nella sua casa che fortunatamente non era andata distrutta. Ma altri, come vedremo, non furono così fortunati

Settembre 1666:

<< A Depford a mettere tutti i miei libri su battelli per riportarli a casa dove Sympson li ha messi a posto lavorando tutta la notte. Quando sono tornato a casa ho lavorato anch’io fino alle 2 del mattino a sistemare tutti miei libri tormentato dal pensiero di avere perduto 4 o 5 dei miei libri più grandi. >>

<< A casa fino a tardi a mettere in ordine i miei libri nel mio studio, col tormento della perdita dei libri ed ho timore che altri ancora siano stati perduti anche se a guardare gli scaffali non ci siano ragioni per pensarlo. >>

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La perdita di libri durante il Grande Incendio di Londra fu immensa

<< Sento della grande perdita di libri stimata in circa 150.000l .(=sterline) nel Sagrato di S. Paul e nella White Hall; alcuni librai sono completamente distrutti e fra loro il mio povero Kirton. Anche Mr. Crumlu ha avuto tutti i suoi libri bruciati, li aveva portati nella chiesa di St Fayth, ma il tetto della chiesa cadendo ha demolito gli archi nella parte bassa della chiesa e tutte le cose sono bruciate >>

<< Oggi è venuto a trovarmi un parente del mio libraio Mr. Kirton che mi ha detto che Kirton è in bancarotta e può, meglio che niente, ricavare 2.000 – 3.000 l (=sterline) da libri che ne valevano 7.000-8.000. Lui crede che solo a S:Paul ci siano libri bruciati per 50.000 l.(sterline); che tutti i grandi librai siano rovinati dato che tutti i loro magazzini sono bruciati >>

Un libro tratto da un Diario, uno scorcio sulla vita londinese del 1600, una scrittura “misteriosa”. Ingredienti perfetti per un altro viaggio attraverso le porte dei libri.

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