Arthur Rackham: anima e colore per dar vita ai libri

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“A che serve un libro se non ha immagini…?”

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Alice in Wonderland

Così si chiede Alice, la piccola protagonista della fiaba “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”, l’originale bimba uscita dalla penna dello scrittore Lewis Carroll e poi dalla matita dell’illustratore Arthur Rackham.

E, in effetti, l’immagine è importante quanto la parola perché la completa e le dà vita. In epoche passate l’illustrazione era considerata un’arte minore rispetto alla più nobile pittura. Ma questo giudizio è stato da tempo superato: molti illustratori hanno dimostrato di essere grandi artisti.

Rackham è uno di questi.

Illustrazione e Romanticismo

Sul finire del 1700 nasce e si diffonde in Inghilterra, come nel resto d’ Europa, un nuovo movimento artistico, il Romanticismo che va visto come una reazione alla Rivoluzione Industriale, all’Illuminismo, alla scienza che vuole razionalizzare tutto.

Il Romanticismo privilegia il rapporto uomo-natura, con un richiamo al passato medievale. L’artista non deve avere canoni da seguire, ma deve essere libero nelle sue aspirazioni all’infinito e alla perfezione, dando libero sfogo alla fantasia e ai sogni. Nell’ambito di questa corrente si sviluppa, in Inghilterra, il movimento preraffaellita, nato nel 1848, che opponendosi all’arte accademica rappresentata da Raffaello appunto, si ispira ai pittori italiani precedenti e quindi al medioevo.

Rackham self_portraitIn questo contesto culturale e artistico si forma Arthur Rackham

<< Nel suo autoritratto vediamo un austero signore, dall’aria rigida e compassata, ma questo aspetto esteriore, che più si addice ad un contegnoso impiegato delle assicurazioni, nasconde invece un animo d’artista e una grande fantasia. Nella sua mente, affascinata dalle leggende nordiche, si agitano visioni oniriche popolate da strane e fantastiche creature: elfi e folletti, sirene e fate, esseri mostruosi, orchi ed eteree, bellissime fanciulle, alberi e animali fiabeschi. La sua mano non può fare a meno di riprodurre freneticamente queste immagini che scorgano con forza dalla sua matita, giorno dopo giorno, anno dopo anno, fino all’ultimo: migliaia di illustrazioni che hanno arricchito grandi capolavori della letteratura per ragazzi e per adulti. >>

Rackham nasce a Londra nel vivace quartiere di Lambeth nel 1867. Il padre è un impiegato governativo. Prestissimo il bambino manifesta una particolare predisposizione per il disegno. Un aneddoto racconta che è talmente preso da questa sua inclinazione che, per poter disegnare anche la sera, nasconde le matite nel letto in modo da poterlo fare stando sotto le coperte e, quando si accorge che gli hanno portato via la carta, disegna sulla fodera del suo cuscino.

Quando arriva il momento si iscrive alla City of London School e inizia a frequentare il Museo di Storia Naturale e il British Museum: osserva e copia sui suoi taccuini. Quando il tempo lo permette inforca la bicicletta e se ne va in campagna per disegnare tutto ciò che vede. Alcuni suoi disegni sono premiati e comincia a formarsi, in lui, l’idea di dedicarsi completamente all’arte.

A 16 anni compie un viaggio in Australia, con amici di famiglia. Trascorre tutto il tempo disegnando e ritorna infine a casa con una grande quantità di studi, schizzi e bozzetti e sempre più deciso a dedicarsi all’arte. Scopre in questo periodo che la tecnica che gli è più congeniale è l’acquerello e si iscrive ai corsi serali della Lambeth School of Art. Di giorno però deve lavorare in un ufficio di assicurazioni, per pagarsi la scuola e perché così ha voluto il padre.

 

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Ma il giovane Arthur morde il freno, quella vita grigia e insipida non fa per lui. Dopo anni di sacrifici, finalmente, nel 1892, lascia l’ufficio e inizia a lavorare come giornalista e illustratore per il “Westminster Budget Newpaper”. E’ in questo periodo, lavorando al giornale, che Rackham sviluppa un particolare interesse per l’illustrazione.

I suoi lavori raccolgono molti apprezzamenti e premi, diviene membro dell’ Acquerello Royal Society. Nel 1893 esce il primo libro da lui interamente illustrato, una guida del Canada e degli Stati Uniti D’America. Ma è nel 1900 che, con le illustrazioni del libro di Favole dei fratelli Grimm, finalmente Rackham può esprimere liberamente quel mondo fantastico che ha dentro. E’ il successo, un successo che continuerà inalterato fino alla sua morte nel 1939, grazie ad una enorme quantità di opere realizzate, tutte di altissima qualità.

Va detto che nella seconda metà dell’800, grazie alle nuove tecnologie, si verifica un notevole miglioramento nei processi di stampa e questo permette di realizzare delle illustrazioni più accurate, con particolari e suggestivi effetti. In Inghilterra e negli Stati Uniti d’America questo periodo è chiamato Gold Age of Illustratione Rackham ne è uno dei maggiori esponenti.

 

La vastissima produzione di questo artista comprende libri per bambini , ma anche opere per adulti; c’è, anzi, chi dice che tutte le sue opere siano riservate ad un pubblico adulto e che, per la preziosità e la raffinatezza delle illustrazioni non sono opere da lasciare in mano a un bambino, ma piuttosto sono da collezionare. E, in effetti, i libri illustrati da Rackham sono tra quelli più ricercati dai collezionisti e, alcuni di essi, raggiungono anche notevoli quotazioni.

Rackham però, da parte sua, è invece molto interessato al mondo dell’infanzia e alla letteratura dedicata ai bambini. Pensa che sia  importante, per la loro educazione, offrire dei modelli che li aiuti a sviluppare la fantasia.

Tra le tante fiabe illustrate, le più famose sono “Peter Pan nei giardini di Kensington” e “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” per il quale, nel disegnare Alice, si ispira alla figlia Barbara, che sarà poi modella anche per altre opere.

Tra i libri per adulti ricordiamo “Il Canto di Natale” di Dickens, “I viaggi di Gulliver”, alcuni drammi di Shakespeare, “Undine” e le opere di E.A. Poe.

Come si è visto l’arte di Arthur Rackham affonda le sue origini nel Romanticismo, con accenni ai preraffaelliti e al “fairy painting”, la pittura delle fate tanto in voga in Inghilterra nell’epoca vittoriana, e in seguito all’Art Nouveau, stile, detto anche Liberty o floreale, che nasce verso la fine dell’800 e i primi anni del 900 traendo le sue origini dal movimento dell’ Arts and Craftsche esalta la libera creazione dell’artigiano in contrapposizione alla produzione industriale in serie e in tal modo pone le basi del moderno Design. Anche l’Art Nouveau si ispira alla natura e nelle sue forme riecheggiano ancora motivi preraffaelliti.

Rackham rielabora tutti questi stimoli in uno stile tutto suo, particolarissimo, che rappresenta un punto di riferimento per molti altri illustratori dopo di lui. Diviene tanto famoso e popolare che persino i disegnatori dello studio Disney si ispirano a lui per la pellicola “Biancaneve e i sette nani”.

I suoi disegni rivelano che è un perfezionista, un artista preciso, addirittura pignolo nei dettagli.

Le figure appaiono fluide pur avendo contorni netti e decisi. Se il tratto è duro, l’acquerello e la dolcezza delle figure ammorbidiscono l’insieme che appare evanescente e incantato come è il mondo dei sogni e delle fiabe.

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La tecnica usata da Rackham è laboriosa e richiede una notevole perizia: abbozzato il disegno con una matita morbida, definisce le forme più precisamente, aggiungendo via via i contorni e i dettagli. Terminato il bozzetto, traccia quindi le linee a penna e inchiostro di china, rimuovendo alla fine il sottostante strato a matita. Per ottenere un risultato finale a colori, prima di iniziare il disegno a matita, passa uno strato di colore giallo chiaro sulla carta, aggiungendo poi vari altri strati di colore trasparente a seconda delle necessità, una volta ultimato il disegno.

Questo ha fatto Rackham, dare anima, colore e vita ad una moltitudine di “porte di libri”.

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