Il futuro visto dal passato: la “Guerra dei Mondi”

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Molti dei libri che abbiamo aperto ed esplorato insieme dalla nascita del blog ci hanno spalancato porte sul passato, un passato a volte vicino, a volte anche molto lontano. Oggi, invece, vogliamo parlare di un libro che apre una porta sul futuro. Un libro che, pur essendo stato scritto più di cento anni fa, è ancora attuale e ancora costituisce un’interessante e inquietante porta aperta su un possibile futuro dell’umanità.

NPG x13208; Herbert George Wells by George Charles Beresford

H.G. Wells by George Charles Beresford, black and white glossy print, 1920

Si tratta della “Guerra dei due mondi” di H.G.Wells stampato a Londra nel 1897. In questo libro la fervida fantasia dell’autore si fonde mirabilmente con le sue approfondite conoscenze scientifiche, dando vita ad un’opera di fantascienza, uno dei primi romanzi di questo genere letterario che subito incontrerà il favore dei lettori e sarà destinato ad avere grande fortuna. Ma non si tratta solo di un romanzo di fantascienza: “La guerra dei due mondi” è considerato uno dei grandi capolavori della letteratura inglese.

Per capire meglio il libro è indispensabile conoscere, almeno a grandi linee, il suo autore e la sua vita. Wells è un uomo poliedrico, dai molteplici interessi, attento osservatore e studioso della realtà che lo circonda. Sostenitore delle idee pacifiste e socialiste, aderirà al Fabianesimo, movimento di ispirazione socialdemocratica che auspica un cambiamento della società che però deve avvenire gradualmente, senza traumi rivoluzionari, ma attraverso adeguate riforme e la maturazione e una consapevole evoluzione del popolo. E’, inoltre, un uomo di carattere, non si arrende davanti alle difficoltà della vita che sa affrontare con decisione e sa trarne insegnamento, anche grazie ad un innato senso dell’umorismo.

Herbert George Wells

Herbert George Wells, universalmente conosciuto come H.G. Wells, nasce a Bromley nel verde Kent il 21 settembre del 1866 in una famiglia di modeste condizioni. La madre è cameriera nella residenza baronale di Uppark, dove anche il giovane Wells avrà modo di soggiornare per alcuni periodi, acquisendo così una buona conoscenza dell’alta società inglese. Soprattutto, avrà modo di approfondire la sua cultura, approfittando della ricca biblioteca.

2-Uppark

Residenza di Uppark

Fin da piccolo Wells dimostra una grande passione per la lettura: è interessato soprattutto alle discipline scientifiche e in particolare alle teorie evoluzionistiche di Darwin di cui diviene un grande sostenitore. Studia, ma a causa dei problemi economici della famiglia, non può seguire  regolari corsi di studio. Alterna quindi periodi di studio ad altri di lavoro, lavori per lo più umili, come apprendista, a volte anche come assistente insegnante. Grazie alla sua perseveranza e ad una borsa di studio, nel 1891 riesce a laurearsi in zoologia con il massimo dei voti. Nel frattempo ha incominciato a scrivere e a pubblicare articoli: brevi saggi e dialoghi immaginari su temi scientifici, sulla natura e il destino dell’uomo.

La produzione scientifica e letteraria

I suoi articoli piacciono perché lo stile è sciolto, disinvolto ed accattivante. Tra il 1887 e il7-Immagine 1898 pubblicherà più di 200 articoli e racconti. Direttori di giornali ed editori si accorgono di lui e pagano bene i suoi scritti e gli consigliano di scrivere anche romanzi, dichiarandosi disposti a pubblicarli. Ma Wells non ha bisogno di questi consigli: lo scrivere è connaturato alla sua indole e la fantasia non gli manca certo. Nel 1895 scrive e pubblica, tra l’altro, “La macchina del tempo” e “La visita meravigliosa”, due romanzi che ottengono subito un grande successo, dovuto senz’altro alla originalità dei contenuti, ma anche al loro effettivo valore letterario, storico e sociale. Wells dimostra di essere un profondo conoscitore della società del suo tempo di cui, grazie alle molteplici esperienze di vita, ha potuto cogliere le varie sfaccettature, e di possedere altresì una straordinaria forza narrativa. Negli anni successivi le opere si susseguono, la fama dello scrittore cresce sempre di più e molti lo considerano un genio. Di certo si sa che Wells si guadagnò la considerazione e l’amicizia di scrittori del calibro di Joseph Conrad e James Joyce.

La Guerra dei Mondi

8-ImmagineNel 1897 pubblica “La guerra dei mondi” il suo romanzo che ha riscosso maggior successo ed ha avuto una maggiore diffusione. Considerato il suo capolavoro, anche con il passare del tempo non ha perso nulla del suo fascino inquietante e ancora oggi, a distanza di più di cento anni, appare vivo ed attuale.

Sul finire del XIX secolo, nella società inglese, fortemente attratta dalle nuove invenzioni tecnologiche, si fa un gran parlare di Marte e dei marziani. L’argomento suscita molta curiosità e Wells recepisce questa “moda”. Forte delle sue conoscenze scientifiche e della sua fantasia, ma anche della sua sensibilità ai problemi sociali, costruisce una storia, contemporanea all’autore, che rappresenta lo specchio di quel tempo, delle sue contraddizioni e delle sue paure.

L’azione del romanzo inizia a Woking, una cittadina della verde campagna del Surrey, nell’Inghilterra del sud-est. Il protagonista è uno scrittore che descrive in prima persona i catastrofici avvenimenti che vivrà e che sconvolgeranno il suo paese. L’azione ha un avvio lento, poi man mano il ritmo si fa sempre più veloce e poi frenetico fino al parossismo e alla conclusione finale.

Questi, in breve, i fatti. Da alcuni giorni sono state notate alcune esplosioni sul pianeta10-Immagine Marte che però passano quasi inosservate ai più. Il protagonista e un suo amico astronomo studiano l’evento e arrivano alla conclusione che “qualcosa” deve essere partita da quel pianeta in direzione della terra. Durante un appostamento notturno vedono cadere al suolo un grande cilindro metallico che provoca una profonda buca nel terreno. In seguito altri cilindri cadranno in altre zone dell’Inghilterra del sud e presto sarà chiaro che la terra è invasa dai marziani che portano distruzione e morte ovunque e contro cui le forze umane si dimostrano impotenti. La gente fugge in preda al terrore, cerca di nascondersi. Le istituzioni non sanno che fare, l’esercito non ha i mezzi per combattere contro la superiorità tecnologica degli alieni. Ogni tentativo risulta vano. Con le loro gigantesche e potenti macchine da guerra, i marziani distruggono ogni cosa e intanto operano per trasformare gli ambienti conquistati, per esempio piantando nel terreno una specie di vegetale strisciante rossastro che distrugge ogni altra forma di vegetazione e rende la superficie della Terra molto simile a quella di Marte. E’ chiaro che il loro scopo è quello di “colonizzare” il nostro pianeta e di renderlo il più possibile uguale al loro e quindi vivibile. Per la razza umana non c’è alcuna possibilità di salvezza: l’uomo è destinato ad essere sopraffatto, sarà allevato per diventare alimento per la sopravvivenza degli alieni. Consapevole che nulla si può fare, il protagonista non scappa e non si nasconde più; con rassegnazione decide di andare incontro al suo destino uscendo allo scoperto.

Ma ecco che avviene l’impensabile: i marziani stanno morendo, non sopraffatti dalla forza dell’uomo, ma da quella della Natura. I batteri terrestri, quelli con cui la razza umana ha imparato a convivere e che invece non esistono sul loro pianeta, stanno uccidendo inesorabilmente gli alieni e la strana pianta strisciante rossa. L’umanità è salva: potrà riappropriarsi dei suoi spazi e lentamente ricostruire il proprio mondo.

Le chiavi di lettura

La lettura dell’opera offre molti spunti di riflessione.

La prima cosa che si nota è che Wells, con questo romanzo, ha posto le basi del racconto fantascientifico. Egli, infatti, descrive l’extraterrestre così come ancora oggi viene rappresentato: un individuo molto più intelligente e tecnologicamente più evoluto dell’uomo, un individuo che nel tempo ha sviluppato soprattutto le sue capacità mentali, trascurando del tutto il corpo ed è divenuto quindi “puro cervello” tanto questo organo ha preso il sopravvento sugli altri organi del corpo. Un “cerebro” che sopperisce alla mancanza di un fisico (ormai atrofizzato) in grado di muoversi e di agire usando macchine tentacolari, come i famosi Tripodi, che egli governa dall’interno e comanda per compiere tutte le azioni necessarie. Ed è proprio nella descrizione della tecnologia aliena che Wells dimostra tutta la sua perspicacia prevedendo il futuro e anticipando invenzioni che poi saranno davvero realizzate dall’uomo: per fare un esempio, il potente raggio distruttore altro non è se non un raggio laser. Come tutti i grandi scrittori di fantascienza, da Jules Verne (suo quasi coetaneo) a Isaac Asimov, per citarne solo due, Wells immagina una tecnologia che ancora non esiste ai suoi tempi, ma che diventerà realtà molti anni dopo.

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Ma, come abbiamo detto, “La guerra dei Mondi” non è solo un romanzo di fantascienza, è anche un’opera letteraria e sociale nella quale si riflette il carattere e il pensiero dell’autore. Wells dimostra di conoscere a fondo l’animo umano. Mirabili sono le lucide descrizioni del comportamento e dei sentimenti dei singoli personaggi, il protagonista e le persone che incontra sul suo cammino, come pure delle masse che fuggono terrorizzate. Egli vuol rappresentare il crollo di un mondo, il suo stesso mondo. E’ il crollo delle arroganti certezze della società positivistica che, basata troppo sulla tecnologia e quindi sul materialismo, rischia di perdere di vista i valori autentici dell’uomo.

L’opera è anche una critica all’imperialismo coloniale che caratterizza la politica inglese, e non solo, sul finire dell’800. I marziani che invadono e distruggono non sono altro che gli europei che, ritenendosi superiori, impongono il loro potere e sfruttano popolazioni più deboli. Essi rappresentano l’evoluzione negativa dell’uomo, quello che l’uomo potrebbe diventare, un cervello senza sentimenti destinato ad autodistruggersi.

Se vogliamo trovare una morale in questo romanzo, possiamo quindi dire che l’uomo non deve fare troppo affidamento su un esaltante e continuo progresso della tecnica perché in qualsiasi momento un evento imprevisto potrebbe distruggere tutto (come i batteri terrestri hanno distrutto i marziani!) e far precipitare l’umanità in una nuova barbarie.

Il successo dell’opera

Come si è detto, l’opera ottenne subito un grande successo destinato a non smorzarsi anche con il trascorrere del tempo. Stampato a Londra nel 1897 il romanzo continuò ad essere ristampato non solo in Inghilterra, ma in tutto il mondo. Nel 1901 uscì la prima edizione italiana a cura dell’editore Antonio Vallardi. Nel 1906 uscì in Francia una pregevole edizione illustrata dall’artista brasiliano Henrique Alvim Correa. Questa edizione, in un primo momento, suscitò una certa perplessità da parte di Wells il quale temeva che quelle immagini, molto suggestive ed evocatrici, potessero distogliere l’attenzione dal racconto. Successivamente riconobbe che una parte del grande successo della sua opera poteva essere ricondotta proprio a quelle immagini.

Nota: Le immagini riprodotte in questo blog sono quelle di Correa per l’edizione del 1906.

  4 comments for “Il futuro visto dal passato: la “Guerra dei Mondi”

  1. 17 novembre 2019 alle 17:05

    Mi aveva colpito, vedendo il remake di Spielberg, il dettaglio delle ramificazioni aliene – che ricordano tantissimo l’apparato circolatore – e la loro polverizzazione a causa di un virus terrestre. Ora so esattamente da dove nasce l’idea – anche se avrei scommesso più sul medico che sul botanico.

    Piace a 1 persona

  2. 18 novembre 2019 alle 11:19

    La fantascienza e’ un ambito letterario molto suggestivo (a volte profetico) ~ Interessante! ~ Buona giornata!

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