La fine dei libri? La profezia mancata di Octave Uzanne

0- LungoSenna dei librai

“Se per libri intendete quegli innumerevoli quaderni di carta stampata, piegata e rilegata, con una copertina che espone il titolo dell’opera, vi confesso francamente che non credo affatto – è il progresso della tecnologia che me lo impedisce – che l’invenzione di Gutenberg non sia destinata a diventare in breve tempo obsoleta come veicolo delle nostre produzioni intellettuali”

Contrariamente a quanto può sembrare, queste parole sono state scritte da un grande amante dei libri, un bibliofilo francese vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900, Octave Uzanne.

Octave Uzanne

2-Octave Uzanne by PaulAvril 1882.jpgOctave Uzanne (1851-1931) è un personaggio estremamente poliedrico: bibliofilo, collaboratore e fondatore di riviste letterarie, scrittore e saggista prolifico ed eclettico, editore, appassionato di arti grafiche, grande viaggiatore e anche, come vedremo, esteta, amante del bello e affascinato dal mondo e dalla moda femminile.

Nato ad Auxerre studia a Parigi e poi in Inghilterra. Tornato nella capitale francese, dopo la laurea inizia a frequentare la Bibliotheque de l’Arsenal e qui conosce e stringe amicizia con scrittori, letterati, giornalisti, illustratori e bibliofili e si appassiona al mondo dei libri. Collabora con diverse riviste letterarie e ne fonda delle proprie, ben tre. Si interessa alle nuove tecniche tipografiche, è un fautore della sperimentazione nel campo della grafica e dell’illustrazione, diviene editore e pubblica opere per lo più inedite o poco conosciute o dimenticate.

 Scrive lui stesso e pubblica le sue opere. Scrive soprattutto saggi sui libri e tutto ciò che riguarda il mondo librario, ma non solo. Ha un grande interesse per la veste tipografica: le sue edizioni sono a bassa tiratura, spesso numerate per collezionisti. E’attento ad ogni dettaglio, dalla scelta della carta a quella dei caratteri e delle ricche e raffinate illustrazioni, opere di artisti tra i più famosi del tempo, come Paul Avril e Albert Robida.

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Viaggia anche molto. Non è il viaggiatore “romantico” dell’Ottocento, amante dell’esotismo, ma spesso più sognatore che vero viaggiatore. Uzanne al contrario è un uomo moderno e viaggia veramente, spinto dal desiderio di conoscere dal vivo le caratteristiche e le usanze dei vari popoli. Nel 1893 compie addirittura il giro del mondo.

La sua modernità si manifesta anche nella profonda convinzione che il progresso tecnologico può offrire grandi possibilità alla creatività letteraria. L’Ottocento è un secolo di grandi invenzioni per quanto riguarda la stampa, invenzioni come il linotipo e la rotativa, macchine complesse che contribuiscono alla diffusione della carta stampata, soppiantando definitivamente la stampa manuale. Tanto crede nel progresso tecnologico che profetizza persino la fine del classico libro fatto di carta.

La fine dei libri?

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“La fine dei libri”

Nel 1895 scrive e pubblica i “Contes pour les bibliophiles”, brevi racconti di scarso valore letterario, ma elegantemente illustrati.  Il racconto più interessante e il più noto è proprio “ La fin des livres”, la fine dei libri.

Nel racconto, strutturato come un dialogo platonico, Uzanne immagina di trovarsi a Londra durante la conferenza di uno scienziato sul tema del progressivo raffreddamento del sole e sulla conseguente fine del mondo e si chiede: se persino il sole non è eterno, che ne sarà in futuro del libro fatto di carta?

L’autore non ha dubbi, è destinato a sparire o per lo meno a cambiare e, avendo in mente la recente invenzione del fonografo, profetizza l’avvento di un audio-libro, il quale tra l’altro avrebbe un grande vantaggio: la lettura alla lunga affatica la vista, mentre l’udito non si affatica!

Ma Uzanne va anche oltre, dimostrando un notevole intuito profetico ed entrando così nel campo della fantascienza. Pensa a qualcosa che si possa ascoltare anche in movimento, non sa come è fatto, ma è qualcosa come un walk-man. E poi:

“ Ci saranno in tutte le redazioni delle stanze enormi dove i redattori registreranno a voce alta le notizie ricevute e i dispacci arrivati telefonicamente si troveranno immediatamente iscritti e diffusi tramite un ingegnoso apparecchio piazzato nel ricevitore” (una sorta di informazione in prese diretta)

e ancora:5-Cilindri registrati.jpg

“L’autore reciterà se vorrà la sua opera e la metterà in vendita lui stesso tramite cilindri registrati, che saranno confezionati e venduti direttamente ai consumatori” (self-publishing).

Ma intanto, essendo il libro ancora vivo e vegeto, Uzanne si dedica a farlo diventare un’opera d’arte, cominciando dalla copertina.

L’arte di decorare i libri

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Scrive un libro “L’art dans la decoration exterieure des Livres”. E’ un “Livre-Album” come lo definisce lui stesso, una rassegna ricca ed esauriente che documenta i diversi modi usati anche in passato per abbellire la copertina di un libro. Il trattato, afferma sempre l’autore, è l’unico nel suo genere perché molto si è scritto sui libri e sulla stampa, ma poco o niente sul loro aspetto esteriore. Ora è il momento giusto per farlo perché si sta diffondendo un nuovo gusto per la decorazione.

11-Nos amis ....jpgA questo proposito bisogna ricordare che nella seconda metà del XVIII nasce la rilegatura editoriale, cioè eseguita direttamente dallo stesso editore o stampatore, uguale per tutte le copie e, mentre prima per la copertina si usava la pergamena o comunque la pelle e a volte anche il legno, ora si comincia ad usare la carta e il cartone.

Il trattato non è rivolto solo ad un numero ristretto di intenditori e di bibliofili, ma a tutti quelli che sono “epris”, cioè presi, affascinati dai libri e ha lo scopo di sviluppare e diffondere il gusto della decorazione che trasforma un libro in un oggetto di lusso.

La donna secondo Uzanne

Uzanne è dunque un amante del bello, dell’eleganza e questa sua sensibilità estetica lo porta ad amare il mondo femminile e la moda. Per lui, infatti, donna e moda sono due concetti strettamente legati. Considera la moda la più grande espressione della femminilità e, in proposito, ritiene di essere un esperto della psicologia femminile e si definisce “l’unico vero storico della moda femminile”.

Scrive molti saggi dedicati alla donna, alla sua “storia psicologica” dal passato all’epoca attuale, alla sua vita, alle sue abitudini e alla moda. E proprio la moda, che descrive con grande attenzione (qualcuno ha detto quasi feticistica) per i dettagli, gli ispira una serie di saggi, scritti per il “boudoir”, libri di piccolo formato con le copertine decorate da ricche incisioni.

9-Le ventail.jpgNascono così “L’éventail”, una bellissima storia illustrata del ventaglio, accessorio che l’autore considera femminile per eccellenza e definisce “lo scettro di una bella donna”, “Les ornements de la femme” e “L’ombrelle, le gant, le manchon”, con illustrazioni in stile rococò di Paul Avril. A proposito del manchon, il manicotto (accessorio molto in voga nell’ottocento nel XIX secolo), è curioso leggere il giudizio dell’autore: “Il manicotto! Solo il suo nome ha qualcosa di adorabile, lanuginoso e voluttuoso”. Un’ osservazione è d’obbligo: per donna, Uzanne intende sempre la donna francese, in particolare la parigina, che egli considera la più femminile di tutte!

Strana personalità davvero, quella di Octave Uzanne!  Ha scritto ed auspicato la fine del libro di carta e poi ha dedicato tutta la sua vita di scrittore e di editore a rendere quel libro un oggetto d’arte, un capolavoro. Ma i capolavori, si sa, hanno vita eterna!

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