DIARIO DI BORDO – Anno del Coronavirus

Cari lettori di “leportedeilibri”. Oggi è un giorno speciale per il blog e per me. Da più di due anni apriamo insieme le porte dei libri e viaggiamo nel tempo e nello spazio. Abbiamo incontrato incunaboli, libri d’arte, libri comuni che avevano storie speciali da raccontare. Oggi apro con voi la porta di un libro particolare. E’ il libro nato dall’incontro tra la mia passione bibliofila e l’altra passione della vita: la medicina.

La crisi del COVID è stata qualcosa di imprevedibile e travolgente. Quando tutto a fine Febbraio sembrava crollare ho cercato rifugio, da medico e da uomo, nei libri. Ma non c’era un libro che poteva aiutare me e chi mi seguiva per guidarci nel mare in tempesta di una crisi confusa, oscura e paurosa. Era giunto il momento di scriverlo quel libro. E per farlo non potevo essere solo.

Nasce il Diario: un “ponte” tra ospedale e comunità

Nasce così Il “Diario di bordo del Corona”. Un diario scritto da un operatore sanitario (io, medico ospedaliero) che ha vissuto la crisi COVID sin dai primi istanti e da vicino, molto vicino.

Nato come un diario personale, scritto con un tablet “imbustato” per poter essere sanificato all’uscita da area COVID, è divenuto nei giorni e nelle settimane uno strumento di comunicazione, un “ponte” tra ospedale e comunità cittadina estendendo ulteriormente nei mesi la sua diffusione ben oltre tali confini.

<< Il diario è nato il 23 Febbraio 2020. Da poco in Italia si era capito che non sarebbe stata un’influenza.
Fuori dai nostri Pronto Soccorso nascevano tende per il triage. Il mondo si fermava. Quella sera scrissi sul mio profilo Facebook un post che si intitolava “Dottore non capisco, devo avere paura?”. Era una sorta di lettera aperta per rassicurare in qualche modo, dire che in mezzo alla confusione di quelle ore medici e infermieri si stavano velocemente preparando a gestire la crisi. >>

Attorno al Diario si è creata nelle settimane una piccola comunità, la “Compagnia del Diario” che ha discusso, condiviso informazioni e si è confrontata sulla crisi COVID in tutti i suoi aspetti.

Il Diario ha raccontato il lockdown, le ansie e le speranze attraverso testimonianze preziose. 

<< Abbiamo osservato una metropoli deserta attraverso l’obiettivo di un grande fotografo, siamo stati in un Pronto Soccorso COVID insieme ad una paziente coraggiosa, abbiamo fatto la spesa accompagnati da due anziani, abbiamo assistito all’incontro di due donne (medico e paziente), abbiamo vissuto il lockdown di una madre lavoratrice e siamo saliti a bordo di un’ambulanza insieme ad un volontario della Croce Rossa Italiana.>>

Un lungo cammino mano nella mano, centinaia di persone, lettori ma anche scrittori, perché nel tempo ogni pagina del diario è stata commentata, discussa, arricchita di pensieri, opinioni, domande. Alcuni commenti mi hanno emozionato come quello di Donatella:

<< Il diario ci ha permesso di vedere un uomo senza maschere pur costretto a portarne molte >>

Ed era così. Più il COVID ci costringeva a isolarci con tute, maschere e guanti, più alla sera il diario diveniva il luogo dove spogliarsi e alleggerire il peso della giornata.

Il Diario, inizialmente “pubblicato” come web-App (immagine a fianco) ha visto, nelle settimane, pagine tecniche come quelle dedicate alle maschere ed alle terapie. Abbiamo cercato di mettere ordine nel caos di informazioni sanitarie discordanti e contraddittorie di quei mesi:

<< Abbiamo navigato insieme tra i mari in tempesta delle “bufale” e dei falsi scoop. Abbiamo riscoperto i limiti ma anche la forza del metodo scientifico.>>

Il diario ci ha portato anche pagine emozionali. Racconti e piccoli quadri. Il bianco ed il nero. I colori dell’arcobaleno, le notti di guardia. Ed una piccola lettera:

<< Un giorno racconteremo tutto questo a chi non lo ha vissuto. Il racconto dell’anno in cui il mondo si fermò. Lo abbiamo fatto anche noi, nel diario. Era il 24 Marzo e il titolo “LETTERA A ITALO, NATO (immaginario) dell’anno 2020”. In quella lettera l’eredità che il diario lascia, nel suo piccolo, alle generazioni future.>>

Gruppo Facebook della “Compagnia del Diario”

Il Diario diviene oggi libro “fisico”, materico. Il punto di arrivo di un viaggio in compagnia. Perché senza la “Compagnia del Diario” (Il gruppo Facebook di circa 400 persone che si è creato attorno al Diario), non sarebbe mai stato stampato. Lo spirito di questo gruppo è ben rappresentato dalle parole della lettrice Tiziana:

<< Che grande soddisfazione … sono così contenta quasi l’avessi scritto io questo libro invece di leggerlo e commentarlo… >>

In queste parole il senso di un libro “corale”.

Il Progetto “Il Tuo Sogno Continua”

Un libro legato anche ad un grande progetto di beneficenza ideato insieme ad UPOALUMNI (Associazione dei Laureati dell’Università Piemonte Orientale).

A curare l’edizione il nascente “Centro Studi per l’arte del Libro” fondato insieme (e grazie) all’amico Prof. Alfredo Ghidelli . Il nostro blog verrà presto integrato e gestito insieme alle attività del Centro Studi.

I proventi del libro saranno totalmente devoluti in beneficenza al progetto UPOALUMNI “IL TUO SOGNO CONTINUA” che ha l’obiettivo di finanziare le rette universitarie per studentesse e studenti meritevoli ma in difficoltà economiche anche a causa del COVID.

Un libro che ha aiutato nei momenti bui e che ora aiuterà delle giovani promesse della scienza e cultura di questo paese a crescere e poter dare il loro contributo per la sua ricostruzione.

Il nostro blog festeggia il suo primo libro da autore. E lo fa seguendo lo spirito di un poeta/cantante, Roberto Vecchioni che in “Sogna, ragazzo sogna” cantava:

<< La vita è così grande 
Che quando sarai sul punto di morire 
Pianterai un ulivo
Convinto ancora di vederlo fiorire >>

E questo ha fatto la “Compagnia del Diario”. Nel momento più buio ha piantato un ulivo ed oggi è fiorito!

N.d.R: Il libro può essere ordinato come da istruzioni allegate!

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